Veritabilmente
Veritabilmente,
passeggiare lentamente
nel silenzio di una stella
obsoleta
mascherata ai fiocchi,
mentre il viaggio di cotone
nell'immenso
resta sè ai tuoi occhi
mentre pensi.
Veritabilmente,
passeggiare lentamente
nel silenzio di una stella
obsoleta
mascherata ai fiocchi,
mentre il viaggio di cotone
nell'immenso
resta sè ai tuoi occhi
mentre pensi.
passeggiare lentamente
nel silenzio di una stella
obsoleta
mascherata ai fiocchi,
mentre il viaggio di cotone
nell'immenso
resta sè ai tuoi occhi
mentre pensi.
Ed intanto cammini, ed è un pomeriggio splendido, i passi uno dopo l'altro, ritmati dalla pace tutto intorno, sembrano riecheggiare un mondo perduto, abbandonato, un mondo in cui tu sia l'unico superstite e tutto sia lì per te.
Nulla di meccanico lascia supporre che altri, altrove, siano in attesa - di cosa poi non sai - nemmeno un insetto in giro.
Ad un tratto le case sfumano, ricompaiono decrepite e non tutte, no, alcune prima non c'erano, altre sì ma totalmente diverse da come le ricordavi, i carretti tirati da asini e muli, le persone sono vestite poveramente, sembrano tutte affaccendate intorno a quei sacchi di sementi. Più in là un filo di fumo, una grossa pentola che ribolle di qualcosa che sembra improbabilmente commestibile, ma sono pannocchie bollite vendute in strada a due soldi.
Anche la lingua che parlano ti è sconosciuta, non ne capisci una parola, almeno all'inizio, poi sì, qualcosa ti sembra più chiara ma forse sono solo i gesti che fanno ad esserlo. Forse nemmeno ti vedono, forse non dovresti essere lì, forse ti sei perso.
O forse no.
Più avanti la scena cambia. Ai carretti si sono sostituite vecchissime biciclette di ferro e certi veicoli che sembrano auto antiche, pochissime, decisamente antiche però. Una sta uscendo proprio ora da un palazzo, due uomini si affrettano a chiudere il portone mentre il trabiccolo nero, luccicante, con un tetto di tela nera si allontana, per te troppo lentamente.
La piazza è vasta, spaziosa, ben grande per così poca gente e c'è profumo di pane fresco nell'aria. Chissà che ore saranno.
Ma ti vedono? Perchè non fai una prova? Ferma qualcuno, cerca di farti capire, non potrai mica restare così nel dubbio per sempre!
Già.
Per sempre.
Chissà dove sei finito, chissà quando - eh già - sei finito. Sarai mica morto e non lo sai?
Certo sarà divertente raccontare tutto questo ai tuoi amici, semmai li potrai rivedere, semmai tutto questo si rivelasse essere un sogno o una fantasia. E sei poi certo che ti crederebbero? Io mica tanto al tuo posto lo sarei, sai.
Era un pomeriggio splendido, i passi uno dopo l'altro, ritmati dalla pace tutto intorno, sembravano
riecheggiare un mondo perduto, abbandonato, un mondo in cui tu fossi
l'unico superstite e tutto fosse lì per te. Ed ora? Cos'è ora?
Cos'è diventato "ora"?
Cos'è diventato "ora"?
E se - dico "se", bada - la soluzione fosse proprio questa? Se fosse davvero un mondo perduto, abbandonato, popolato solo di memorie non tue ma di cui tu, per uno strano caso, fossi l'unico depositario e testimone?
No, comunque no, non ti vedono: sei vestito in modo pazzesco secondo i loro canoni, saresti additato, oggetto di sguardi sospettosi, forse seguito nel caso in cui si fossero accorti della tua presenza. Qualcuno chiamerebbe la polizia.
Inciampi, cadi, il ginocchio inizia a farti male. Almeno non sei morto, altrimenti non ti saresti strappato i pantaloni. Bene, ma allora dove sei in questo momento? E come ci sei arrivato? E come farai ad andartene? Via! Il gioco è bello quando dura poco, signori non facciamo scherzi, cos'è questa carnevalata? Cominci a sentirti irritato, la voglia di continuare a esplorare quello strano mondo perduto, abbandonato, un mondo in cui tu non sia
nemmeno più l'unico superstite e tutto sia lì per te, è guastata dalla fretta di metterti al sicuro, e scoprire come tornare indietro ed eventualmente - cosa decisamente interessante - come fare a tornare qui in tutta calma, tutte le volte che vorrai.
Mi è venuta un'idea: perchè non provi a fare una telefonata? Hai lo smartphone no?
Veritabilmente,
passeggiare lentamente
nel silenzio di una stella
obsoleta
mascherata ai fiocchi,
mentre il viaggio di cotone
nell'immenso
resta sè ai tuoi occhi
mentre pensi.
Più di un secolo dopo, ancora oggi la gente si chiede chi potesse mai essere quello strano personaggio con i pantaloni strappati all'altezza del ginocchio sinistro, che sembrava parlare al cellulare in una foto del 1907...
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