Take off
Finalmente, al piccolo trotto, il vagoncino inizia sbuffando la sua breve corsa. Poco più di cinquanta chilometri, poco meno di un’ora, a velocità ridotta e inframmezzata da frequenti fermate, come é giusto che sia per una vetturetta diesel con tre o quattro decadi di onorato servizio in questa linea destinata al servizio locale. Come una di quelle signore giunte ormai alla soglia della pensione che si incontrano spesso dietro il cristallo di qualunque sportello negli uffici pubblici, cordiali, sempre ordinate e a modo loro sempre eleganti, piene di una serena dignità, come delle affettuose maestre che cerchino di mascherare sotto un’espressione severa la tenerezza di dover proteggere i piccoli allievi dalle insidie delle “ha” con l’acca e delle “è” con l’accento. Particolare curioso, sono anche quasi sempre sovrappeso, non moltissimo per carità, giusto quel tanto che basti a conferire loro un che di materno. Ecco, il mio treno di stamattina é così, rassicurante, mentre mi racco...