Creo quel che Penso
“Non
è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la
materia”
[Giordano Bruno]
Molti ritengono che la Mente
sia ciò che ci fa letteralmente assumere una forma piuttosto che
un’altra, ed in parte ciò corrisponde a verità. Pensieri,
Emozioni e Sentimenti infatti, ci permettono di essere quello che
siamo, unitamente alle nostre esperienze personali. La nostra mente è
quindi contiunamente impegnata in un costante processo di
aggiornamento dei dati contenuti in memoria, processo che si
svolge, molto semplicemente, attraverso sinapsi neurochimiche.
Tanto per incominciare, una
delle domande che sarebbe opportuno ci ponessimo per renderci conto
se siamo in condizione di dovere realmente cambiare qualcosa di noi
stessi e quindi riprogrammare il nostro cervello, è: “Qual è
il sentimento che mi pervade quotidianamente in modo dominante,
servendo così da agente paralizzante, tale da costringermi nei
fatti a non modificare nulla nei miei comportamenti e quindi nel
perseguimento del mio successo personale?” Si potrebbe iniziare
a lavorare in questo modo per eliminare eventuali sensi di colpa, o
di vergogna, oppure la sensazione di non meritare di essere felici e
di non valere niente che ci sono stati inculcati fin da piccoli. E
questo sarebbe già un modo eccellente di iniziare perchè
cominceremmo a liberarci di
tutto ciò che ci distrugge dall’interno da troppo tempo, tutto ciò
che ci tiene rinchiusi e ci fa sentire prigionieri.
E, magicamente, inizieremmo a smettere di sentirci in trappola e
senza via di scampo.
Il problema sta nel fatto che che molti dei nostri pensieri sono
inconsci e
difficilmente riusciamo a gestirli consapevolmente. Di contro, la
buona notizia è che possiamo iniziare ad osservare i pensieri che
facciamo quotidianamente, cioè a porre
attenzione alla qualità dei nostri pensieri. Non si
tratta di nascondere o soffocare emozioni negative o formulare
semplicemente pensieri positivi evitando parole come “no” o
“impossibile”, pur avendo anche questo una grande utilità.
Dovremo piuttosto imparare a sviluppare
una maggiore consapevolezza, ed a fare un lavoro di
trasformazione dal quale poi nasceranno automaticamente pensieri e
atteggiamenti positivi imparando ad utilizzare i quali, potremo
trasformare letteralmente la nostra realtà. I pensieri sono il
frutto di ciò che siamo, della nostra coscienza, per cui l’aspetto
sul quale dovremo focalizzare l’attenzione sarà proprio il nostro
livello di coscienza.
In altri termini, ciò che
stiamo dicendo è che noi siamo
gli unici responsabili di quello che ci capita perché, sebbene
possiamo accusare gli altri di portarci o di averci portato a stare
male o ad essere depressi, siamo noi, e solo noi a decidere di
continuare sulla stessa strada senza cambiare direzione di marcia.
Noi potremo invece in ogni momento cambiare la nostra mentalità e
creare nuovi sentieri attraverso cui la mente possa orientarsi in
modo affatto diverso da quello abituale. È il “Quisque faber
est sui cuique fortunae” dei
Latini, riletto però in una chiave più vera e naturale.
La
scienza ci dice che tutto
è energia.
Anche ciò che apparentemente è inanimato, in realtà vibra ad una
determinata frequenza perfettamente misurabile. Anche i nostri
pensieri quindi sono forme di energia che interagiscono con un campo
nel quale tutto è interconnesso. È dimostrato da gran parte
della Fisica Quantistica come il pensiero sia capace di influenzare
il comportamento della materia attraverso l’osservazione
probabilistica. In verità però questo potere sembra spaventare
la maggior parte delle persone piuttosto che incoraggiarle a provare.
Abbiamo già detto di come la paura contribuisca a creare barriere
difficilissime da superare. Figuriamoci quando detta paura sia poi
stata inculcata da superstizioni ancestrali e religiose, ormai
talmente radicate da sembrare quasi parte del nostro patrimonio
genetico, ad opera di chi abbia voluto da sempre asservire l’Uomo
ai propri interessi particolari, mascherandoli sotto la veste delle
più svariate ed improbabili “volontà divine”. Ma cosa avverrà
quando, una volta fatto il primo passo, ci si renderà conto
dell’immenso potere che abbiamo a disposizione, senza nemmeno
averlo mai immaginato, praticamente da tutta l’Eternità? Perchè
su questo ormai non è più possibile avere alcun dubbio. Ovviamente
non siamo atei, non potremmo esserlo nemmeno volendolo, arrivati a
questo punto. Ma siccome “est modus in rebus”, è bene
precisare che per raggiungere il nostro obbiettivo - il controllo
della realtà attraverso la mente - occorre prima imparare ad
accettare - ed a credervi senza riserve - l’esistenza di
un’Intelligenza
Superiore Cosciente più che al di sopra, oltre tutto quello che
conosciamo e che tale Intelligenza è da sempre dentro di noi e
soprattutto, non ha mai voluto imporci alcuna regola di nessun tipo.
Questa Intelligenza Superiore è tuttavia dormiente in noi per la
qual cosa ci occorrerà quindi imparare a risvegliarla. Dopodichè
potremo finalmente iniziare a
reinventare noi stessi, ossia pensare a come ci piacerebbe essere,
sia dal punto di vista Fisico (Mens
sana in corpore sano) che
Mentale e Spirituale. Dal vederci banalmente più
snelli insomma, fino all’essere magari più comprensivi verso il
nostro prossimo, passando per tutte le possibili sfumature di Corpo,
Anima e Spirito. Per ottenere questo sarà necessario iniziare ad
immaginarsi con quelle caratteristiche, quali che siano, come fossero
già incluse nel proprio “inventario”. Ed ancora, occorrerà
tenere sempre presente che non esistono nè il Bene nè il Male ma
che, come per tutto il resto, cominceranno ad esistere, con tutte le
caratteristiche che noi avremo impresso loro al solo atto di
pensarli, creando quindi di contorno, ulteriori nuovi ostacoli etici
e nuove barriere al materiale realizzarsi della nostra Volontà
concreta.
Percepire ciò che ci circonda
in un determinato modo oppure provare determinate emozioni, sono cose
che possono realmente modificare la realtà. Occorre solo
focalizzare la mente su un unico pensiero, su quel desiderio, quel
sogno, quel particolare successo. Il Pensiero si farà carico del
resto. Ciò accade perchè la mente,
in determinate condizioni, smette di distinguere tra ciò che è
reale e ciò che è pensato. Volendola riprogrammare pertanto, si
dovrà andare a modificare moltissime informazioni che vengono
conservate lì da tutta questa vita ed oltre. Va da sé che questo
non solo serve per i cambiamenti interni o esterni del nostro corpo,
bensì anche per quello che vogliamo ottenere in concreto,
qualunque cosa sia. Immaginarlo più volte aumenterà le possibilità
che diventi reale. Molto simile, come meccanismo, a quello che agisce
con le cosiddette profezie che si autoadempiono. Tutto
il mondo che vediamo, tutto ciò che crediamo essere la realtà, cioè
qualcosa al di fuori dalla coscienza, in realtà si trova al suo
interno ed è qualcosa che viene creato dal nostro sistema
percettivo. I sensi ci fanno vedere qualcosa che crediamo essere là
fuori, immagini, suoni, forme, colori, materia, ma la verità è che
si tratta di un mondo interamente generato dal nostro sistema
percettivo che rileva dei dati e li fa elaborare dal cervello il
quale li trasmette al sistema nervoso che a sua volta, attribuisce loro dei
significati. La percezione è un evento di natura esclusivamente
mentale e soggettiva, ed è qualcosa che avviene nello spazio
interiore di ciascuno di noi.
Non c’è
niente di mistico in questi risultati. Dio – continuiamo a
chiamarLo così per chiarezza pur senza attribuirGli alcuna “divisa”
– non ha bisogno di Trascendenza. Già Parmenide di Elea nel V
secolo a.C. affermava con assoluta certezza che “L’essere è,
il non essere non è” descrivendo così il fenomeno per cui ciò
che non esiste non può nemmeno essere rivestito di “forma
pensiero”, mentre ciò che si immagina esiste anche
necessariamente, già mentre lo si sta immaginando. Si tratta
quindi solo della medesima Intelligenza
che organizza e regola le funzioni fisiche, quella
che permette al cuore di battere centomila volte al giorno, o ai
polmoni di respirare mille volte o alle palpebre di sbattere “senza
pensarci”. Tutto qui. Ed a questo proposito, vale
infine la pena di sottolineare come, ogni volta che si produce un
pensiero vengano rilasciate all’interno del nostro corpo diverse
sostanze chimiche come le endorfine, responsabili del cosiddetto
effetto placebo.
Mai dimenticare quindi che anche
i pensieri negativi nascono in questo stesso modo e che perciò,
lasciati andare, producono effetti anche molto dannosi.
Fate la prova pensando a qualcosa di triste: in pochi secondi sarete
pervasi dalla malinconia. Di contro, provate ad immaginare qualcosa
di allegro e vi renderete conto di quanto possa cambiare
istantaneamente l’abito mentale che indossate.
Noi
dovremmo prestare moltissima attenzione ai nostri pensieri, perché è
proprio attraverso il pensiero che creiamo la nostra realtà.
Dovremmo imparare ad osservarci ed a riconoscere gli schemi inconsci
della nostra mente, cercare di essere
sempre presenti a noi stessi
ed a non reagire in modo automatico, ma sempre con maggiore
consapevolezza. Tutto, veramente tutto, è nelle mani della nostra
mente. Come ripeteva spesso un Maestro Spirituale - la cui
Appartenenza su cui preferiamo mantenere il riserbo stupirebbe molti,
ed a cui l’Autore è rimasto nei decenni molto legato al di là
dei confini di questa esistenza terrena - “Noi
siamo Dei. Se non riusciamo a fare anche i miracoli è solo perchè
siamo come bambini che ancora non hanno imparato nemmeno a
camminare”.
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