Veritabilmente, passeggiare lentamente nel silenzio di una stella obsoleta mascherata ai fiocchi, mentre il viaggio di cotone nell'immenso resta sè ai tuoi occhi mentre pensi. Ed intanto cammini, ed è un pomeriggio splendido, i passi uno dopo l'altro, ritmati dalla pace tutto intorno, sembrano riecheggiare un mondo perduto, abbandonato, un mondo in cui tu sia l'unico superstite e tutto sia lì per te. Nulla di meccanico lascia supporre che altri, altrove, siano in attesa - di cosa poi non sai - nemmeno un insetto in giro. Ad un tratto le case sfumano, ricompaiono decrepite e non tutte, no, alcune prima non c'erano, altre sì ma totalmente diverse da come le ricordavi, i carretti tirati da asini e muli, le persone sono vestite poveramente, sembrano tutte affaccendate intorno a quei sacchi di sementi. Più in là un filo di fumo, una grossa pentola che ribolle di qualcosa che sembra improbabilmente commestibile, ma sono pannocchie bollite vendute in strada a d...
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